Viaggio Arrampicata in Sardegna, il Paradiso dei Climber
Quest’anno purtroppo a causa di un infortunio le classiche vacanze di fine stagione me le posso solo sognare o come in questo caso rivivere sistemando foto e ricordi…
Così in questa immobilità forzata di questi mesi (causa bacino fratturato) ho sistemato un po’ di foto (una marea in realtà) di uno dei viaggi più belli di sempre! Un climbing trip in Sardegna on the road come piace a me. Senza impegni, senza prenotazioni, senza programmazioni, così come viene, con la persona che amo e un po’ di amici incontrati qua e la sull’isola… Un sogno!
Ed è proprio la non programmazione che ci ha portato in Sardegna. Direi proprio un viaggio iniziato per sbaglio…
Esattamente un anno fa (2 Novembre 2020) son partito con Sara ed il mitico camper di mio zio (Grazie Zio!!!) alla volta del Sud Italia… Il piano era scendere gradualmente l’Italia scalando qua e la fino a raggiungere Palinuro passando per Gaeta, Roma, Napoli, Marche, Toscana ecc… con lo spirito di: “dove ci sarebbe piaciuto ci saremmo fermati per il tempo necessario!”
Così dopo 4 giorni dalla partenza e una veloce toccata e fuga alla Pietra di Bismantova per far due tiri con l’amico Zob (Giovanni Danieli), ci ritroviamo in Toscana, a Camaiore sotto un diluvio universale…
La prima e unica giornata Toscana è stata terribile…
Ci svegliamo sotto una pioggia incessante che sembra sfondare il tetto del camper… Decidiamo quindi lasciar perdere l’arrampicata ma di andare ad esplorare un po’ il paesino e di andare a cercare una buona pasticceria per addolcire la giornata… Niente pasticceria… Torniamo sconsolati in camper e come entriamo ci arriva la notizia che da li a 2 giorni le regioni sarebbero diventate “colorate” e che ci sarebbe stato il rischio di un nuovo lockdown…
4 giorni di ferie e già ora di tornare a casa!? In lockdown!?
Non un bell’inizio di vacanza…
Eravamo parecchio sconsolati e nella nostra stessa situazione anche due amici, Gio (Giovanni Zaccaria) e Alice, anche loro appena arrivati in Toscana con l’idea di stare qualche giorno ad arrampicare per poi proseguire verso Finale Ligure
Ci raggiungono con la loro macchina adibita a casa e pranziamo assieme nel nostro camper leggendo e rileggendo il dpcm per cercare di interpretarlo… Fino a ché Gio se ne esce con: “beh andiamo nella regione che rischia meno di diventare arancione o rossa fin quando qualcuno non ci rispedisce a casa… perché a casa si può sempre tornare…”
Questa è stata la frase che ci ha svoltato la vacanza… erano ormai le 17 del 5 Novembre, abbiamo acceso il motore del camper e siamo andati a Livorno, siamo saliti in traghetto e alle 7 di mattina del 6 Novembre eravamo nel paradiso della Sardegna… Si comincia e ragionare!
Prima tappa Capo Testa: la Valle della Luna
La Valle della Luna è un posto incredibile, più da vedere che per scalare, merita assolutamente una visita! Merita perdersi tra le migliaia di fantastiche formazioni granitiche, merita far due chiacchere con i famosi hippie che vivono qui da un sacco di anni e merita assolutamente scalare la via del Greco sulla Torraccia (Turri)… 120 metri (5 tiri) di placche fotoniche dove le mani non servono e i cristalli di granito entrano nella gomma delle scarpette. Via stupenda con difficoltà fino al 6b e spittata bene… bellissima!
Abbiamo poi scalato sulla falesia di Cala Spinosa… al tramonto è veramente bello!
Seconda tappa San Pataleo
Dopo la Valle della Luna abbiamo cominciato a spostarci verso sud e ci siamo fermati poco distati a San Pataleo per scoprire le sue torri
San Pantaleo è una frazione di Olbia incastonata tra guglie di granito scolpite dal vento, come il Balbacana e Punta Cugnana
Ed è proprio su Punta Cugnana che c’è la famosa “Conca Manna” o erroneamente chiamata la bocca del Pescecane. Una grottona granitica a forma di bocca di balena che in realtà non è altro che uno dei più grandi tafoni d’Europa e credetemi merita assolutamente una visita
per arrivarci si percorre una facile, avventurosa e bella via (450m max V) chiamata “la bocca del pescecane” aperta da Franco Ceppi, Mariangela Fontana, Ivo Mozzanica nel 1978
qua sotto qualche foto e schizzo della via
Cala Gonone
a San Pataleo meriterebbe starci un po’ di più per scoprire le sue torri granitiche ma la voglia di mare era maggiore e quindi abbiamo continuato il viaggio verso sud e ci siamo fermati a Cala Gonone scalando e facendo il bagno rispettivamente a Cala Fuili, a Cala Luna e al Grottone di Millennium
Tutti posti unici e meravigliosi ma che purtroppo sono accomunati dal pessimo stato degli spit. State molto attenti a quali tiri fare che la salsedine lavora costantemente e le vie più vecchie hanno spit molto, anzi troppo, arrugginiti. Soprattutto a Cala Luna nel settore delle grotte
Millennium la stanno ri chiodando proprio in questi giorni mentre scrivo ed è il posto più incredibile da scalare. Assomiglia molto alla Grande Grotta di Kalymnos e merita assolutamente una giornata!
Baunei
il viaggio verso sud continua e Baunei è una tappa più che obbligata per ogni climber che va in Sardegna
Tutta la zona di Baunei (che va da Santa Maria Navarrese fino a Cala Sinine, passando per i pretoni di Oronnoro, di Punta Giradili e della più famosa Aguglia di Goloritzé) è la zona più bella di tutta la Sardegna, meriterebbe starci per anni e anni tra falesie e vioni su calcare perfetto
La zona di Baunei è un PARADISO e una delle zone più belle d’Italia. Ogni anno ormai da 6 anni vengo qui a percorrere il meraviglioso trekking del Selvaggio Blu ma ad arrampicare è stata la prima volta e devo dire che non ha deluso minimamente le aspettative, anzi!
Abbiamo passato un totale di 15 giorni qua, tra falesie (in paese si trova la guida) e vie
tre le tante quelle più belle sono state:
– Sole Incantatore sull’Aguglia di Cala Goloritzé: via veramente stupenda nonostante sia parecchio unta per le numerose ripetizioni
– Marinaio di foresta sulla Pedra Longa,
– Luce Senza Memoria sempre sulla Pedra Longa. Luce Senza Memoria non è una vera e propria via ma un traverso lungo 250 metri, ad un altezza dall’acqua variabile dai 2 ai 10 metri, con difficoltà sino al V+ che con un po’ di attenzione (non si può cadere sempre) si può affrontare (come abbiamo fatto noi) in stile deep water
– Mediterraneo su Punta Giradili: la via che mi è piaciuta di più in tutto il viaggio, stupenda!
Vi lascio a qualche foto di queste super vie… non vi viene l’acquolina solo a guardarle!?
Ulassai
Meriterebbe restare a Baunei per sempre ma la voglia di cambiare falesie e strizzare tacche come si deve prende il sopravvento e decidiamo quindi di spostarci ad Ulassai
Ulassai e Jerzu hanno le falesie più belle di tutta la Sardegna a mio avviso con muri perfetti, canne, strapiombi e “chi più ne ha più ne metta”… Palazzo d’inverno e il Canyon di Ulassai sono forse le più belle ma c’è talmente tanta varietà di falesie che merita provarle tutte.
Vi ricordate all’inizio dell’articolo che dicevo: “dove ci sarebbe piaciuto ci saremmo fermati per il tempo necessario” ecco… anche qua come Baunei meriterebbe rimanerci all’infinito… noi ci siamo rimasti 10 giorni e ci sono letteralmente volati…
West Coast: Piscinas, Capo Pecora, Punta Pilocca, Masua, Domusnovas
Non poteva essere bel tempo per sempre e ad Ulassai sembrava arrivare l’uragano per qualche giorno con freddo e tanta pioggia… Così non sembrava per la costa Ovest e così sotto un diluvio universale abbiamo deciso che era arrivato il momento di lasciare Ulassai.
La prima tappa è dedicata al relax e il profumo di freddo che era arrivato con la perturbazione ci aveva fatto venire voglia di sciare… (d’altronde era Dicembre ormai…). Proviamo a toglierci la voglia “sciando” tra le dune di Piscinas, le dune di sabbia più grandi d’Europa… bellissimo!
Poco distante da Piscinas c’è Capo Pecora… il paradiso dell’arrampicata trad. Un posto incredibile con torri di granito che sorgono dal mare che lo rendono uno dei parchi giochi per climber più incredibili in cui sia mai stato… Come un bambino in pasticceria…
Bravissima Sara che si fa da prima la sua prima via trad!!!
Ci sono tiri per tutti i gusti e se venite a scalare in Sardegna Capo Pecora è sicuramente un must! Andateci! Non ve ne pentirete!
Dopo le meraviglie di Capo Pecora siamo stati a Punta Pilocca, una falesia storica anni 80 famosissima in quegli anni e frequentata da Manolo caduta un po’ in declino ma riscoperta di recente con la richiodatura da parte del solito mitico Oviglia. Tiri di placca verticale super tecnici vecchio stile che vi metteranno alla prova… una giornata qua merita
La pelle cominciava a farsi desiderare… era un mese che scalavamo ininterrottamente ma la voglia di scoprire posti nuovi ci ha portato a Masua prima e a Domusnovas poi prima di ritornare ad Est.
Masua con il suo Pan di Zucchero che esce come per magia dall’acqua merita sicuramente una visita ma dal punto di vista arrampicatorio invece non mi ha entusiasmato
Mi è piaciuto di più Domusnovas un posto pieno di falesie con tiri di tutti i tipi
Quirra e Jurassic Park
il meteo continua a vacillare e le temperature a scendere quindi il piano di tornar a strizzare tacche e chiudere i conti con i progetti lasciati in sospeso ad Ulassai svanisce per sempre e decidiamo quindi di passare l’ultima settimana del viaggio a Quirra, la falesia più arida e calda della Sardegna (così la definisce la guida). Ed in effetti nonostante ad Ulassai fosse arrivata la neve e ormai fossimo al 15 Dicembre a Quirra si stava da Dio…
La falesia è molto diversa da tutte le falesie viste finora in Sardegna, violenta e di potenza in strapiombo ma mi è piaciuta! si scala quando pioviggina ed è al sole quindi assolutamente invernale
18 Dicembre: era ora di tornare a casa… la voglia di sciare cominciava a prendere il sopravvento e così dirigiamo il camper verso Olbia in direzione del traghetto ma prima un’ultima tappa… Jurassic Park
Jurassic Park è una falesia mista trad a sud di Tertenia famosa per le sue fessure granitiche e per il famoso Dillosauro, un dito di granito rosso, bello e sottile da togliere il fiato… un altro parco giochi che merita assolutamente visitare (vedi foto sotto)
E qua sotto le ultime foto di questo fantastico viaggio Sardo (un po di Quirra e un po’ del Dillosauro a Jurassic Park)… Un sogno!
Note:
Noi siamo stati a zonzo con il camper in totale autonomia per 2 motivi: eravamo fuori stagione e i campeggi, gli hotel, i ristoranti erano chiusi per dpcm… detto questo occhio dove dormite se decidete di fare gli zingari come noi perché in “situazioni normali” il campeggio libero sull’isola non è ben visto
Un ringraziamento al mio amore Sara e a Gio, Ali, Bubba, Saia, Stefano, Andre e tutte le persone che ho incontrato in questo viaggio per averlo reso così incredibile e indimenticabile!































































































































