Corso Guide – Esame Alta Montagna
L’esame più duro, quello più temuto, l’esame che se passi questo è fatta, è andato! 🙂
È stata dura ma posso finalmente dirlo: l’esame di alta montagna è finito e sono a un passo dal traguardo! Il sogno di diventare guida alpina si sta avvicinando.
Panorama dalla cima de Les Bans 3669m
Il tutto è cominciato il 25 giugno con ritrovo all’UCPA di Serre Chevalier, a dieci chilometri da Briancon sullo sfondo del massiccio degli Écrins; un massiccio maestoso e selvaggio privo di tante seggiovie e rifugi “hotel a 5 stelle”, con paesaggi magnifici e montagne imponenti che arrivano fino ai 4102 metri della Barre des Écrins.
Martedì 26 si comincia subito ci trasferiamo a la grave e su con la funivia sul Glacier de la Girose per il primo esame che riguarderà trattenute, paranchi, recuperi da crepaccio e soste su neve.
Il giorno successivo abbiamo fatto l’ultimo giorno di formazione del corso e abbiamo ripassato la didattica di arrampicata con gli istruttori per prepararci all’esame finale di settembre.
Giovedì 28 si ricomincia con gli esami. Questa volta andiamo ad Ailefroide e dopo 1000 metri di dislivello arriviamo ai piedi del Glacier Blanche. Qui sfruttando i ripidi pendii del ghiacciaio affrontiamo l’esame di Cramponage che consiste nell’avere una buona padronanza dell’uso dei ramponi il che richiede soprattutto l’uso delle caviglie e del bacino per camminare con tutte le punte dei ramponi a contatto con il ghiaccio.
Da venerdì 29 fino a mercoledì invece abbiamo affrontato l’esame vero e proprio, quello di ambiente.
Le valutazioni da fare sono innumerevoli, la sicurezza della cordata va al primo posto che va gestita in ogni terreno affrontato, ghiacciaio, parete di neve o di roccia che sia. A cui si sommano la pressione psicologia per l’esame e la stanchezza dei giorni passati.
L’esame consisteva nel fare effettivamente la guida alpina con un inconveniente non da poco e cioè che il cliente non era uno qualunque ma l’istruttore.
Questo quindi comporta due grossissimi svantaggi e cioè che ti controlla costantemente giudicando ogni passo che fai ed è molto veloce nel camminare o arrampicare, quindi di fatto lo hai sempre con il fiato sul collo e per 5 giorni non fai altro che correre come un pazzo.
Siamo stati divisi in gruppi e abbiamo affrontato salite diverse.
Il mio fantastico gruppo composto dal mitico Tazio e da Marco siam partiti il primo giorno d’esame con destinazione Refuge de Pilatte 2577m e il giorno seguente, dopo aver percorso il ben crepacciato Glacier de la Pilatte, abbiamo affrontato il Pilier NE delle Bans, un bel pilastro di 500 metri di granito fino al V° grado che arriva fino alla cima de Les Bans 3669m.
Scesi poi per la normale, che per la pessima qualità della roccia e la difficoltà di orientamento diventa sicuramente più impegnativa della salita, passiamo un’altra notte al Refuge de Pilatte. Il giorno seguente la sveglia era alle 4, per affrontare una cresta sul Pic du Says, ma alla sveglia (che non ho sentito e che mi ha così dato il soprannome di bella addormentata fino alla fine dell’esame) niente fare, mega temporale che non ci ha permesso neanche di uscire dal rifugio e così dopo aver aspettato tre ore che finisse abbiamo battuto ritirata e siamo tornati all’UCPA.
Il brutto tempo è durato un altro giorno e questo ci ha permesso di riposarci per bene per affrontare al meglio gli ultimi due giorni, in cui il tempo è stato clemente, e ci ha permesso di fare due bellissime creste di calcare: l’Aretes de la Bruyere 2611m (AD/V) e l’Aretes N du Raisin (D/VI) 2812m sopra il Refuge du Chardonnet.
L’affilato sali-scendi delle guglie dell’ l’Aretes de la Bruyere
Il tracciato dell’Aretes N du Raisin
L’ultimo giorno è quello degli scrutini ed è sempre il peggiore, perché la tensione sale e la paura di aver sbagliato qualcosa che ti può compromettere il futuro del corso è grandissima. Si sta tutti zitti braccia incrociate a guardare il pavimento in attesa che dalle loro labbra esca un voto sufficiente ed allora tiri un sospiro di sollievo la tensione cale e via con un fiume di birre per poi montare in macchina sperando di non essere te il pilota e tornare a casa, a riposarsi, per poi ricominciare a prepararsi per il prossimo ed ultimo scoglio: l’esame di roccia a settembre
Carlo

