Don Quixote, Parete Sud della Marmolada
Avevo 19 anni la prima volta che ho salito la Don Quixote… era la mia prima via in Marmolada e quell’estate magica in compagnia del mitico Mattia Loreggian mi ha segnato per sempre…
Ricordo ancora le farfalle sullo stomaco… quella volta vidi la parete Sud per la prima volta. Assieme a me sotto quella parete dai mille sogni quel giorno c’erano Luchino, il Matte e appunto Mattia (il mio compagno di cordata per un’estate intera). Ricordo la notte insonne a casa Tosi, nella fantastica val di San Lucano, a cercare di immaginarmi tra i 1000 metri di calcare… che paura che avevo
Da quella volta le cose son cambiate molto in questi 13 anni di scorribande verticali e la notte nel fantastico e accogliente Rifugio Falier è passata benissimo, con un sonno talmente profondo che non ci siamo neanche accorti che alle 22 sono arrivati 2 climber in stanza a dormire nel letto a fianco a noi…
Al mio fianco in questa avventura sta volta c’è Sara, non una semplice compagna di cordata, ma una fantastica compagna di vita.
Per lei è quasi la prima volta sulla Sud e le farfalle allo stomaco sta volta toccano a lei… (dico “quasi” perché un anno fa avevamo fatto assieme un tentativo su un’altra via sulla sud andato però a vuoto per svariati motivi)
Attacchiamo la via alle 6.40 dopo un avvicinamento dal rifugio Falier caratterizzato da un’alba mozzafiato. Siamo i primi all’attacco ma alle nostre calcagna ci sono due cordate che però seminiamo già al terzo tiro e che poi vedremo solo in lontananza dalla parte alta della via (siamo stati super veloci oggi)
La prima parte della via corre lisca e saliamo veloci fino al diedro/camino del sesto tiro che non ricordavo affatto così “non banale”. E così con un po’ di tecnica off-width e un po’ di “ravanage” alle 8.45 siamo sulla grande cengia a fare la seconda colazione
La seconda parte della via, dalla grande cengia in su, è la più bella e anche la più impegnativa, con tiri che vanno in crescendo sia per bellezza che per la difficoltà, con il tiro più duro alla fine per arrivare in vetta, ma solo perché ho sbagliato camino di uscita (ahahaha)
Alle 13:52 siamo in vetta a goderci il momento… Che spettacolo!
Brava Saretta!!!
Note:
Abbiamo usato la relazione di Giordani dalla sua guida “Marmolada Parete Sud” ed è abbastanza giusta… più giusta la linea disegnata sulla foto della parete che lo schizzo devo dire (le trovate sulle foto qua sotto, itinerario 81)
Ho sbagliato il terz’ultimo tiro facendomi abbindolare da dei chiodi sulla sx finendo in una variante marciotta invece di avventurarmi in una bella placca di 5+ (dice la relazione) sulla dx. Occhio qua a non cascarci come il sottoscritto (se sbagliate ci si ricongiunge comunque alla sosta sopra ma su roccia non propriamente sana)
Le doppie sono comode e conviene farne tre: la prima (50m) dalla cima all’intaglio tra le torri. Per la seconda lasciate perdere la prima sosta che trovate alla base ma aggirate sulla dx (guardando il ghiacciaio) il pilastro e andate a prendere la sosta ben visibile. Calatevi 40m fino al bordo del ghiacciaio e trovate una sosta (chiodo e friend incastrato). Da qui con 50 metri o più a seconda delle corde che avete scendete sul ghiacciaio superando la crepaccia terminale. Da qui in breve si scende all’intermedia con l’ultima funivia che scende alle 16.40














