Roccetta Alta di Bosconero – Navasa
Finalmente in dolomiti! Dopo aver messo via gli sci questa è la prima volta che torno su in dolomiti ed è sempre uno spettacolo. Questa volta l’obbiettivo è scalare, scalare e scalare. Passo a prendere il brombe (Nicolò Geremia) ed Ascanio e come sempre quando si parte, anche solo per due giorni, la macchina è carica come se dovessimo stare via un mese. Destinazione è la nuova falesia in val Zoldana, non ancora aperta al pubblico. Falesia “sponsorizzata” dal comune di Zoldo e chiodata dalle guide alpine della val di Zoldo Daniele Geremia, Francesco Fazi e Cristian Corazza con la collaborazione del corpo degli Alpini.
A mio avviso è venuto fuori un bel falesione, con una trentina di tiri dal 6a al non liberato con lunghezze che arrivano fino a 45 metri. Roccia ancora da ripulire ma verrà fuori uno spettacolo.
Così abbiamo passato la giornata a provare un po’ di tiri per tentare di ripulirli un po’ e dargli un grado.
Alla sera siamo ospiti dal Fazi e da Daniele per poi il giorno dopo inoltrarci nel paradiso della val di Bosconero.
Appuntamento alle 7 al parcheggio con un amico di Ascanio per andare su al meraviglioso rifugio casera Bosconero. È sempre una meraviglia arrivare fin quassù. Sembra di entrare in un mondo di gnomi e di fate dove le due caprette che incontri al rifugio fanno da padrone. Un grazie a Monica (la gestrice) per l’ottima ospitalità.
Qui le cordate si dividono io e Nicolò sulla Rocchetta Alta di Bosconero a ripetere la via Navasa, Ascanio e socio invece sul Sasso di Bosconero per la via dell’antispigolo.
Dopo aver ripetuto KCF, l’anno scorso, e lo spigolo Strobel, un paio di anni fa, Navasa era l’ultima via che mancava per completare la trilogia delle classiche, imperdibili, della Rocchetta Alta di Bosconero.
Navasa come stile è più simile a KCF che alla Strobel, con un mezzo grado di difficoltà in meno ma per questo non meno impegnativa, anzi.
Superato lo zoccolo di 90 metri infatti si comincia subito a fare sul serio arrivando con due lunghezze non banali al tiro sicuramente più caratteristico della via: un diedro giallo bello continuo che va a chiudersi su un tetto. Da qui il tiro più impegnativo, un traverso di VII che diventa molto più facile se si sta bassi, con l’unico inconveniente che non si arriva ai chiodi e quindi fai fatica a proteggerti, non si può avere tutto dalla vita 🙂
Nicolò geremia sul tiro chiave di Navasa
Nicolò Geremia nel cuore di Navasa
Da qui non molla e con un altro tiro molto impegnativo, il più bello della via, si arriva alla cengia a metà parete in comune con KCF. Da qui molla un po’ andando prima a destre ed evitando così il tiro in tetto (il più impegnativo) di KCF e poi riincrociandola va a sinistra per alcune rampe fino ad arrivare ad un altro tiro impegnativo che corre su un fantastico diedro, non protetto benissimo, fino ad una nicchia con un traversino delicato marciotto.
Da qui, un altro paio di belle lunghezze fino ad incrociare nuovamente KCF e con un tiro in comune ci si porta alla cengia finale della via.
La bellissima roccia di Navasa
Bellissima via e bellissima roccia. Andate a ripetere questa trilogia su questa bellissima parete che merita proprio!
Carlo


