Haute Route Chamonix Zermatt: il racconto della traversata di scialpinismo per eccellenza

Haute Route Chamonix Zermatt: il racconto di una traversata epica tra neve perfetta e panorami unici

La traversata Chamonix-Zermatt non ha bisogno di presentazioni, è l’Haute Route di scialpinismo più famosa e iconica delle Alpi, è molto più di un itinerario: è un viaggio nel cuore delle Alpi, tra ghiacciai immensi, rifugi iconici e discese che restano nella memoria per sempre

L’ho appena conclusa guidando Luca, Bea, Davide e Deborah ed è stato semplicemente incredibile

Vi lascio alla breve descrizione dell’itinerario che abbiamo percorso e alle meravigliose (spero) foto che raccontano meglio di mille parole quanto abbiamo trovato

Giorno 1 – Vallée Blanche: partenza da sogno

Siamo partiti da Chamonix con condizioni più che perfette. Il piano per la prima giornata è stato la discesa della Vallée Blanche… è stata uno spettacolo unico: neve ideale, panorami mozzafiato e quell’adrenalina che solo un ambiente glaciale può regalare.
Una prima giornata di “ambientamento” cha da solo un piccolo assaggio di cosa si troverà poi con la Haute Route vera e propria

Giorno 2 – Meteo avverso e scelta intelligente

Da Argentière il piano sarebbe stato di salire verso il Col du Passon e il rifugio Albert Premier. Ma il meteo aveva altri programmi: vento forte e neve ci hanno spinto a cambiare rotta.
L’idea di arrivare al ghiacciaio du Tour col brutto tempo non era proprio invitante… il bello di questa traversata è che le varianti son veramente infinite e in base alle condizioni e al meteo si puo tirare fuori dal cilindro fantastiche gite per ogni evenienza
Opriamo per il Col du Berard sul gruppo dell’Aiguille Rouge trovando bella neve e una gita protetta dal vento. Nulla di Meglio!

Giorno 3 – Polvere da sogno nella Val d’Arpette

Terzo giorno comincia con lo strascico di brutto tempo ma finisce in modo incredibile. Torniamo così sulla linea della Haute Route passando dalla Val d’Arpette fino al Colle d’Escandies risalendo su e giù da Champex
Risultato? Mezzo metro di neve fresca, sole a tratti e completamente soli. Una delle giornate più belle del viaggio e forse dell’intera stagione… Guardate le foto per farvi un’idea
Da qui ci siamo trasferiti a Verbier per continuare il tour originale

Giorno 4 – Verbier e la salita alla Rosablanche

Da Verbier sfruttiamo gli impianti per guadagnare quota, con qualche tratto di fuoripista verso il Bec des Rosses.
Poi si inizia a pellare: una lunga salita tra colli Col e ghiacciai (Col de la Chaux, Col de Momin e Ghiacciaio Grand Desert) fino alla cima Rosablanche, la prima vera cima del tour, 3336 metri.
Dalla cima, discesa spettacolare fino al rifugio Prafleuri.
Una giornata completa, intensa e super appagante.

Giorno 5 – Rifugio Dix e la cima della Luette

Si parte con una prima breve risalita al Col des Roux per poi continuare con l’infinito traverso sopra il lago des Dix, forse il tratto meno bello di tutto il tour… Rimesse le pelli e superato il Pas di Chat si torna a godere delle meraviglie della Haute Route…
Con il Mont Blanch de Cheillon come sfondo risaliamo a Cabane des Dix.
Lasciamo parte del materiale per alleggerirci un po, mangiamo un boccone in rifugio e poi saliamo i 600 metri di dislivello che ci separano dalla cime La Luette, 3548 metri. Una cima panoramica che ci regala una super sciata con ancora neve incredibile
Notte al rifugio Dix.

Giorno 6 – La leggendaria Pigne d’Arolla

È il giorno della Pigne d’Arolla, uno dei simboli della traversata.
Troviamo condizioni molto buone sulla Serpentine che affrontiamo con i ramponi ai piedi.
Il vento della notte ha un po’ segnato il manto, ma la giornata di sole compensa tutto.
La discesa fino al rifugio Vignettes non è più su neve perfetta come i giorni precedenti ma un rösti epico come premio ci da il sorriso a mille denti per concludere la giornata.

Giorno 7 – Il gran finale verso Zermatt

Partiamo al buio e una nebbia infida ci accompagna tutta la salita al Col de l’Evaque e comincia a diramarsi solo quando tocchiamo il ghiacciaio d?arolla in direzione Col de Mont Brulé… San GPS nient’altro da aggiungere
La salita al Col Brulé è il passaggio chiave della traversata. Sci in spalla, ramponi ai piedi e piccozza alla mano (finalmente la usiamo) arriviamo in cima al colle dove ricalziamo gli sci e ricominciamo ad essere baciati dal sole.
Superiamo il Col de Valpelline e saliamo fino in cima alla Tete Blanche, un balcone spettacolare sul Cervino e sul Dent d’Herens. Che spettacolo!
Dalla Tête Blanche parte una discesa spaziale verso Zermatt… Il vento delle due notti precedenti qui non ha toccato e ci godiamo l’ultima (forse) polvere delle stagione (mai dire mai)
Un finale perfetto per un viaggio indimenticabile.

Un Viaggio che ti resta dentro

Sette giorni perfetti, neve incredibile, panorami unici, nuove amicizie e momenti che non si dimenticano.
Uno di quei giri che ti ricordano perché ami la montagna.
Bravissimi Luca, Beatrice, Davide e Debora!
Che giro spaziale.

Per info e qualche giretto accompagnati contattatemi!

Alla prossima avventura!

Carlo