Pilastro di Mezzo, Sass dla Crusc
Era il 6 e 7 Luglio del 1968, quando Reinhold e Gunther Messner affrontarono le liscie placconate di questo pilasto alto 200m immerso nella grande bastionata del Sass dla Crusc in Val Badia. Intuendo con un pendolo la linea più logica di salita e con una sequenza di micro appigli, il passaggio chiave della via, divenuto famoso come la “placca Messner”. Quattro metri lisci, con mico appigli e piedi spalmati sul nulla, un grande! Così grande che neanche Mariacher nella prima ripetizione riuscirà a passare, ma queste storie affascinanti si conoscono già.
Così ora tocca a me ad avventurarmi in questo sogno di placche.
Parto con Gio (il mulo) Zac in una giornata fredda che pare Gennaio, vento gelido, zero sole e temperatura di poco sopra lo zero. Perfetto direi 😉
Facciamo i primi tiri del diedro Mayerl e già le mani cominciano a soffrire per il freddo. In due bei tiri da 60 però siamo in cengia. Traversiamo sotto i gialli strapiombanti e le vie super incazzate del sass dla crusc e in breve siamo all’attacco della via vera e propria. Attendiamo per un pò il sole che non arriverà mai e finalmente all’1 come fossimo in Spagna in vacanza attacchiamo la Messner.
Il freddo intenso ci rallenta parecchio ma dopo il pendolo e il traverso a destra siamo al tiro chiave della via…
Parto io congelato ma deciso a passare per i famosi 4 metri “Impossibili”. Arrivo alla pertenza del boulder, proteggo con un friend bomba e un chiodo bello piegato, che da l’idea dei mille voli che ha dovuto subire, e provo a capire come passare. Lo danno 7a, 4 metri di 7a… una legnata atomica! Provo una, provo due, provo tre e mi decido con l’idea di tenere una micro tacca di destro e lanciare a una presa forse buona di sinistro, preparo il movimento e… nulla da fare, per oggi mi sa che basta così, la presa che pareva buona non sarà altro che uno svaso intenibile e così opto per la, comunque non facile, varienta Mariacher e poi dritti fino in cima.
Che bella bastonata sui denti!
Complimenti a Messner e a tutti i fortoni che sono riusciti a passare dritti per dritti per quei 4 metri “impossibili”
E grande Gio che il freddo son sai cosa sia e pedali sempre più forte! 🙂
Carlo






