Excalibur, Marmolada
La via Excalibur in Marmolada è sicuramente una della vie più belle che abbia mai fatto, almeno fin’ora.
Questa opera d’arte con roccia da sogno e tiri veramente superlativi la ripeto con il mitico Nicolò Geremia che dopo molto tempo finalmente si lega nuovamente con me
Excalibur è stata aperta nel 1993 dal fuoriclasse Maurizio Giordani che come altre sue vie ha avuto l’audacia di attaccare un muro del genere senza l’aiuto degli spit.
Una via tanto bella quanto impegnativa, non tanto per le difficoltà in se (7a+ max) ma per le componente alpinistica e psicologica.
Ci sono ben pochi chiodi (10 chiodi di passaggio), bisogna avere un buon margine sul 7a e bisogna avere tanto occhio per capire bene dove passare e dove piazzare i friends o i tricam (molto utili)
La recente scampagnata a Ceuse (la falesia dei sogni) aiuta molto, per la qualità della roccia e la bellezza dei tiri sembra proprio di essere la
Il primo tiro parte subito impegnativo (6c) con una porzione iniziale di roccia non bellissima (l’unica roccia un po brutta della via). si attacca su una placca che fa un po da prua a sinistra dei gialli e sale dritto fino ad una nicchia con un cordone marcio (fin qua si protegge con un paio di friend). Dalla nicchia si comincia a traversare a destra, inizialmente ancora salendo in verticale (chiodo in alto su fessura grigia) e poi completamente in orizzontale (altri due chiodi) fino alla sosta. Il passo chiave è protetto bene dall’ultimo chiodo prima di arrivare in sosta.
Il secondo tiro parte con un deciso traverso orizzontale a destra fino ad una nicchia (friend ottimo). Da qui si sale verticalmente (40m) su roccia stratosferica (6c+, neanche un chiodo di passaggio)
Terzo tiro (6a) segue una serie di buchi e placche che veramente si trovano solo a Ceuse. Così anche il quarto tiro che parte con un traverso orizzontale verso sinistra e poi 40 metri verticali.
Questi 3 tiri centrali sono i più belli
Il quinto tiro (7a) è tosto ma protetto bene da tre chiodi. La fessura del passo chiave è abbastanza fisica
Il sesto tiro è il più duro (7a+) parte su dei bei buchi buoni ma distanti dove bisogna decidere bene su quale inserire i friend (buoni) e su quale le dita. Segue poi il passo chiave protetto da due chiodi su un diedrino giallo strapiombante con il passo duro alla fine per andare ad una lama grigia rovescia molto in alto. Da qui diminuiscono le difficoltà fino appesa prima della sosta dove una fessura strapiombate creerà non pochi spaventi
Con il settimo tiro si incrocia alla fine la via Slovakia dove si raggiunge una sosta a spit da dove si scende agevolmente per la via “Filo delle Apparenze”. La partenza di questo tiro (6c) è il passo chiave. Una clessidrina protegge la partenza dalla cengia e con qualche passo aleatorio su spalmi si arriva ad uno strapiombetto con buone prese che fa rifiatare
La via proseguirebbe poi con altri 3 tiri (6b e V) che però non sono così belli (a detta dei pochi ripetitori) e conviene (come abbiamo fatto noi) continuare traversando a destra (V) fino alla sosta a spit di Filo delle Apparenze dove cominciano le doppie



















