Selvaggio Blu Extreme: il trekking più spettacolare della Sardegna

Selvaggio Blu Extreme: la versione definitiva

Sono più di 12 anni che percorro in lungo e in largo il Selvaggio Blu, uno dei trekking più famosi e affascinanti d’Europa. In questi anni ho sperimentato varianti, passaggi alternativi, traversate e collegamenti poco conosciuti. Dopo tanti tentativi, posso dire che questa è probabilmente la versione più completa, spettacolare e avventurosa che si possa vivere lungo quella che considero la costa più bella del mondo.

Il Selvaggio Blu Extreme, una versione unica del trekking classico si sviluppa da nord verso sud, al contrario del tradizionale itinerario. Un viaggio che unisce canyon selvaggi, ferrate, calate nel vuoto, grotte, cenge sospese sul mare e alcune delle spiagge più belle della Sardegna.

Primo giorno: dal Supramonte di Baunei a Cala Sisine

L’avventura inizia nell’entroterra, nel Supramonte di Baunei, a quasi 1000 metri di quota in una località chiamata margine. Da qui si scende lungo il selvaggio Bacu S’Orrargiu, parallelo al più conosciuto percorso di S’Istrada Longa.

L’ambiente è subito grandioso e remoto. Dopo la discesa raggiungiamo il punto panoramico sopra il magnifico arco naturale di S’Arcada Manna, una delle meraviglie nascoste della costa orientale sarda.

Da qui parte una delle emozioni più forti dell’intero trekking: una spettacolare calata di circa 100 metri nel vuoto che ci deposita sul fondo del canyon. Il bacu viene poi percorso integralmente fino a raggiungere Cala Sisine, in un ambiente aspro, isolato e incredibilmente suggestivo.

La giornata si conclude nel migliore dei modi: a Cala Sisine ci accoglie Giovanni con una memorabile cena a base di pesce fresco.

Secondo giorno: la ferrata di Plumare e la discesa a Biriala

Dopo una splendida alba sul mare, lasciamo Cala Sisine e affrontiamo i ripidi ghiaioni che risalgono sopra la spiaggia.

Raggiungiamo così la spettacolare cengia che attraversa a metà parete il massiccio di Plumare. Qui percorriamo la famosa ferrata di Plumare, una delle sezioni più emozionanti del Selvaggio Blu Extreme.

Due magnifiche calate ci accompagnano fino al bosco di Oronnoro, che attraversiamo in direzione sud fino a raggiungere la straordinaria discesa di Biriala. Una calata spettacolare che ci deposita direttamente sulla spiaggia.

Dopo un meritato bagno rigenerante nelle acque cristalline del Golfo di Orosei, risaliamo il sentiero classico di Biriala fino a raggiungere Ololbizzi, dove allestiamo il campo per la notte.

Terzo giorno: Padente, Su Tentorgiu e la cengia di Sa Coa de Monte Josso

La terza giornata è un concentrato di avventura.

Partiamo da Padente, affrontando le sue celebri calate e visitando la suggestiva Grotta di Su Tentorgiu, dove per qualche ora ci sentiamo più speleologi che trekker.

Tra passaggi esposti, arrampicate facili e nuove discese in corda, raggiungiamo uno dei tratti più spettacolari dell’intero itinerario: la straordinaria cengia di Sa Coa de Monte Josso, sospesa sopra Mudaloru.

Qui si procede quasi strisciando sulla roccia, con il mare blu intenso oltre 300 metri più in basso. Uno di quei luoghi che rimangono impressi nella memoria per sempre.

La giornata continua tra passaggi tecnici e panorami mozzafiato fino a terminare nella meravigliosa spiaggia di Mariolu (Ispuligidenie), dove montiamo il campo sotto un cielo stellato semplicemente indescrivibile.

Quarto giorno: Goloritzé e la ferrata Su Ledere

La giornata inizia con quella che, probabilmente, è l’alba più bella dell’intero trekking.

Da Mariolu raggiungiamo la ferrata Su Ledere dopo una spettacolare calata di circa 60 metri sospesa sopra il mare di Cala Goloritzé.

Il percorso alterna passaggi esposti, arrampicate e il celebre attraversamento della “placca bianca”, uno dei punti simbolo del Selvaggio Blu.

L’arrivo a Goloritzé è sempre un’emozione speciale. Un bagno nelle sue acque trasparenti permette di recuperare energie prima della lunga risalita lungo il ripido ghiaione che conduce a Punta Salinas.

La giornata si conclude presso l’ovile Irbiddossili, dove Laura e Salvatore ci accolgono con una cena straordinaria e l’autentica ospitalità dell’entroterra ogliastrino.

Quinto giorno: Punta Giradili, Pedra Longa e l’arrivo a Santa Maria Navarrese

L’ultimo giorno regala ancora emozioni indimenticabili.

Dall’ovile raggiungiamo in circa due ore la cima di Punta Giradili, uno dei balconi panoramici più belli della Sardegna. Sotto di noi appare Pedra Longa, simbolo della costa di Baunei.

Scendiamo lungo il celebre Scalone di Sos Oggiatros e percorriamo la suggestiva cengia di Giradili fino a Forrola e successivamente a Pedra Longa.

Qui una meritata birra vista mare rappresenta il perfetto premio dopo giorni di avventura.

L’ultimo tratto conduce infine a Santa Maria Navarrese, dove termina il Selvaggio Blu Extreme: un viaggio straordinario tra mare, montagna, storia pastorale e natura selvaggia.

Perché scegliere il Selvaggio Blu Extreme

Il Selvaggio Blu Extreme non è semplicemente una variante del trekking classico. È un’esperienza completa che unisce:

  • Calate spettacolari fino a 100 metri.
  • Ferrate e passaggi attrezzati.
  • Cenge panoramiche sospese sul mare.
  • Grotte e ambienti selvaggi.
  • Le spiagge più iconiche del Golfo di Orosei.
  • Pernottamenti in luoghi unici.
  • Un itinerario da nord a sud che regala una progressione continua di emozioni.

Per chi cerca il massimo dell’avventura in Sardegna, questa è probabilmente la versione più intensa, tecnica e affascinante del Selvaggio Blu.

Una traversata che, dopo oltre dodici anni di esplorazioni, considero la sintesi perfetta di tutto ciò che rende unico questo angolo straordinario del Mediterraneo.

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Alla prossima avventura!

Carlo